Titolo VIII - organi sociali - cooperativarochdale

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Titolo VIII - organi sociali

Organizzazione sociale > Statuto
 

TITOLO VIII

ORGANI SOCIALI

ART. 25

Sono organi della società.
a) l’Assemblea dei soci;
b) il Consiglio di Amministrazione;
c) il Presidente;
d) il Collegio dei Sindaci, se nominato.


L’ASSEMBLEA DEI SOCI
ART. 26

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie.
La loro convocazione deve effettuarsi mediante lettera raccomandata (anche a mano), fax, e-mail o altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento contenente l’ordine del giorno, il luogo (nella sede o altrove purché nel territorio nazionale) e la data della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima, da recapitare ai soci almeno 10 giorni prima dell’Assemblea.
In mancanza dell’adempimento della suddetta formalità l’assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e la maggioranza degli amministratori e dei Sindaci effettivi, se nominati.
Il Consiglio di Amministrazione potrà a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel primo comma, usare qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere fra i soci l’avviso di convocazione delle assemblee.


ART. 27

L’assemblea ordinaria:
1) approva il bilancio consuntivo con la relazione del Consiglio di Amministrazione;
2) provvede alla nomina delle cariche sociali;
3) determina la misura dei compensi da corrispondersi agli amministratori, per la loro attività collegiale e la retribuzione annuale dei Sindaci, se nominati, per il periodo del loro mandato;
4) approva i regolamenti previsti dal presente Statuto, con le maggioranze dell’assemblea straordinaria;
5) delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;
6) delibera sull’eventuale domanda di ammissione proposta dall’aspirante socio, respinta dall’organo amministrativo;
7) delibera sull’eventuale erogazione del ristorno ai sensi del presente statuto;
8) delibera sull’adesione ad un gruppo cooperativo paritetico;
9) delibera, all’occorrenza, un piano di crisi aziendale, con le relative forme d’apporto, anche economico, da parte dei soci lavoratori ai fini della soluzione della crisi, nonché, in presenza delle condizioni previste dalla legge, il programma di mobilità;
10) delibera su ogni altra materia attribuita dalla legge alla sua competenza e autorizza inoltre il Consiglio di Amministrazione, ferma restando la responsabilità degli amministratori per atti compiuti, su ogni materia rimessa ad autorizzazione dell’assemblea dal presente statuto.
L’assemblea ordinaria deve essere convocata:
a) almeno una volta all'anno entro i centoventi giorni successivi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Il termine è di centottanta giorni qualora la cooperativa sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato ovvero se lo richiedano particolari esigenze relative alla struttura e all'oggetto della cooperativa. Gli amministratori segnalano nella relazione al bilancio, prevista dall'art. 2428 C.C., le ragioni della dilazione;
b) quando il Consiglio di Amministrazione lo ritenga necessario;
c) dal collegio sindacale nei casi previsti dall'art. 2406 C.C.;
d) dagli amministratori o, in loro vece, dai sindaci entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta, qualora questa sia fatta per iscritto e con indicazione delle materie da trattare, di almeno un decimo dei soci aventi diritto al voto al momento della richiesta.
La convocazione su richiesta dei soci non è ammessa per argomenti sui quali l'assemblea delibera, a norma di legge, su proposta degli amministratori o sulla base di un progetto o di una relazione da essi predisposta.
L’assemblea è considerata straordinaria quando si riunisce per deliberare sulle modificazioni dell’atto costitutivo, sulla proroga della durata e sullo scioglimento anticipato della cooperativa, sulla nomina e sui poteri dei liquidatori, e negli altri casi previsti dalla legge.


ART. 28

L’assemblea ordinaria è regolarmente costituita:
- in prima convocazione, con la presenza, diretta o per delega, di tanti soci che rappresentino almeno la metà più uno dei voti spettanti a tutti i soci con diritto di voto;
- in seconda convocazione l’assemblea delibera sugli oggetti che avrebbero dovuto essere trattati nella prima qualunque sia il numero dei soci presenti.
L’assemblea straordinaria è regolarmente costituita:
- in prima convocazione con la presenza, diretta o per delega, di tanti soci che rappresentino almeno la metà più uno dei voti spettanti a tutti i soci con diritto di voto;
 - in seconda convocazione quando siano presenti o rappresentati almeno un terzo dei soci aventi diritto al voto.
L’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, delibera validamente, a maggioranza assoluta dei voti presenti, su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno salvo che sullo scioglimento e la liquidazione della società per cui occorrerà la presenza diretta o per delega della metà più uno dei soci aventi diritto al voto ed il voto favorevole dei 3/5 (tre quinti) dei presenti o rappresentati aventi diritto al voto.


ART. 29

Per le votazioni si procederà normalmente col sistema della alzata di mano.


ART. 30

Hanno diritto al voto nelle assemblee i soci che risultino iscritti nel libro dei soci cooperatori da almeno tre mesi. Ogni socio cooperatore ha un solo voto, qualunque sia l’importo della quota sottoscritta.
Ciascun socio sovventore avrà diritto ad un numero di voti differenziato a seconda dell’ammontare del conferimento apportato, così come previsto dal regolamento approvato dall’assemblea ordinaria dei soci.
I voti attribuiti ai soci sovventori non devono in ogni
caso superare un terzo dei voti spettanti a tutti i soci.
Il socio può farsi rappresentare nell’assemblea da un altro socio appartenente alla medesima categoria di socio cooperatore o sovventore, che non sia amministratore o sindaco, ma che abbia diritto al voto, mediante delega scritta; ogni socio delegato non può rappresentare più di due soci.
Le deleghe debbono essere conservate fra gli atti sociali.


ART. 31

L’assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione e, in sua assenza dal Vice Presidente o da un socio eletto dall’assemblea stessa.
L’assemblea nomina un Segretario.
Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente dell’Assemblea e dal Segretario.
Il verbale delle assemblee in sede straordinaria deve essere redatto dal Notaio.


IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
ART. 32

Il Consiglio di Amministrazione si compone da n. 3 (tre) a numero 9 (nove) Consiglieri eletti dall’assemblea, previa determinazione del loro numero, fra i soci iscritti da almeno tre mesi.
I soci sovventori, o mandatari delle persone giuridiche soci sovventori, possono essere nominati amministratori. La maggioranza degli amministratori deve essere comunque costituita da soci cooperatori.
L’amministrazione della cooperativa può essere affidata anche a soggetti non soci, purché la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.
Il Consiglio di Amministrazione viene rinnovato ogni tre anni ed i suoi componenti non possono permanere in carica per più di tre mandati consecutivi.
I consiglieri sono dispensati dal prestare cauzione.
Spetta all’assemblea determinare i compensi dovuti per l’attività collegiale dei Consiglieri.
L’Assemblea dei soci potrà deliberare di assegnare agli amministratori delle indennità tra le quali un’indennità per la cessazione del rapporto, accantonando annualmente il relativo onere anche mediante una copertura assicurativa.
Spetta al Consiglio, sentito il parere del Collegio Sindacale, determinare il compenso dovuto a quelli dei suoi membri che siano chiamati a svolgere specifici incarichi, a carattere continuativo, in favore della società.
Il Consiglio elegge nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione può affidare specifici incarichi a singoli amministratori o a un comitato esecutivo, delegando loro i necessari poteri e precisando i contenuti, i limiti e le modalità di esercizio della delega. Non possono essere delegati i poteri concernenti le materie indicate dall’articolo 2381, comma 4, C.C., nonché i poteri in materia di ammissione, di recesso ed esclusione dei soci.
Il Consiglio di Amministrazione deve inoltre deliberare in forma collegiale  nei casi in cui oggetto della decisione sia il ristorno, il conferimento, la cessione o l’acquisto di azienda o di ramo d’azienda, la costituzione o assunzione di una partecipazione rilevante in altra società.
Gli amministratori o il comitato esecutivo cui siano stati affidati particolari incarichi riferiscono al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, periodicamente e in ogni caso almeno ogni centottanta giorni, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla cooperativa e dalle sue controllate.
Al Consigliere al quale siano affidati incarichi è riconosciuto il compenso e/o il rimborso spese nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio sindacale.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare oppure quando ne sia fatta domanda da almeno due Consiglieri. La convocazione fatta a mezzo di lettera raccomandata (anche a mano), fax, o e-mail da spedirsi non meno di 3 giorni prima dell’adunanza, e, nei casi urgenti, a mezzo di messo, in modo che i Consiglieri e i Sindaci effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta di voti.
In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio di amministrazione provvede, in conformità alla legge ed allo Statuto, alla gestione della Cooperativa, di cui ha l’esclusiva competenza e responsabilità, per il miglior conseguimento dello scopo mutualistico e dell’oggetto sociale, compiendo tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano espressamente demandati, dalla legge o dal presente Statuto, all’Assemblea.
Spetta, fra l’altro, a titolo esemplificativo, al Consiglio di Amministrazione:
a) convocare l’assemblea ordinaria e straordinaria dei soci;
b) curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea dei soci; redigere i bilanci consuntivi ed eventualmente preventivi, nonché la propria relazione al bilancio consuntivo che deve indicare, tra l’altro, specificatamente i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico, in conformità con il carattere cooperativo della società, e le indicazioni sulla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica. Nella medesima relazione il Consiglio di Amministrazione deve illustrare le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci;
c) predisporre i regolamenti interni previsti dallo Statuto;
d) stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti alle attività sociali;
e) deliberare e concedere avalli cambiari fideiussioni ed ogni qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l’ottenimento del credito degli enti cui la cooperativa aderisce, nonché a favore di altre cooperative;
f) deliberare la istituzione di una sezione di attività per la raccolta di prestiti prevista dall’art. 5 del presente statuto;
g) conferire procure speciali, ferme le facoltà attribuite al Presidente del Consiglio di Amministrazione;
h) assumere, nominare e licenziare il personale della cooperativa nelle categorie degli operai, impiegati, quadri e dirigenti, fissandone le mansioni e la retribuzione;
i) deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e la esclusione dei soci; fissando le modalità del versamento del capitale sociale;
l) designare gli amministratori che dovranno partecipare alle assemblee separate;
m) compiere tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione fatta eccezione soltanto di quelli che, per disposizioni della legge o del presente statuto siano riservati all’assemblea generale.


ART. 33

In caso di mancanza di uno o più amministratori il  Consiglio provvede a sostituirli mediante cooptazione, ai sensi dell’art, 2386, possibilmente nell’ambito della medesima categoria di soci cooperatori o sovventori alla quale apparteneva il consigliere da sostituire.


IL PRESIDENTE
ART. 34

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale di fronte ai terzi ed in giudizio.
Il Presidente è autorizzato perciò a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze.
Egli ha anche la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive o passive riguardanti la società davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.
Il Presidente dà altresì esecuzione alle delibere del Consiglio di Amministrazione. In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue mansioni spettano al vice presidente la cui firma fa fede nei confronti dei terzi dell’assenza o impedimento del Presidente.


IL COLLEGIO SINDACALE
ART. 35

Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all’articolo 2543, comma 1, C.C., la cooperativa procede alla nomina del Collegio Sindacale, composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’assemblea.
Il Collegio Sindacale è costituito da revisori contabili iscritti nel registro istituito presso il Ministero della Giustizia.
La nomina di un membro effettivo e di un membro supplente è riservata ai sensi dell’articolo 2543 C.C. ai soci finanziatori.
L’assemblea nomina il presidente del Collegio stesso.
I sindaci durano in carica tre anni e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono rieleggibili.


ART. 36

Il Collegio Sindacale deve vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla cooperativa e sul suo concreto funzionamento.
A tal fine, i sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, avendo inoltre la facoltà di chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all’andamento generale dell’attività sociale.
Nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo, i sindaci -sotto la propria responsabilità ed a proprie spese possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari, i quali tuttavia non debbono trovarsi in una delle condizioni di ineleggibilità e decadenza previste dall’art. 2399, C.C.. L’organo amministrativo può, tuttavia, rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l'accesso a informazioni riservate. I sindaci relazionano, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e sulla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica.
Il Collegio Sindacale esercita anche il controllo contabile ai sensi degli articoli 2409-bis e seguenti C.C..
Ove non sia nominato il Collegio Sindacale, il controllo contabile è esercitato da un revisore contabile ai sensi degli articoli 2409-bis e seguenti C.C..


 
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