Titolo IV - recesso - decadenza - esclusione - cooperativarochdale

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Titolo IV - recesso - decadenza - esclusione

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TITOLO IV
RECESSO - DECADENZA - ESCLUSIONE

ART. 11

La qualità di socio cooperatore si perde per recesso, decadenza, esclusione o per causa di morte; nonché per scioglimento, liquidazione e fallimento nel caso di persona giuridica.


ART. 12

Oltre che nei casi di recesso regolati dalla legge può recedere.
a) il socio cooperatore che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;
b) il socio cooperatore che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali;
c) il socio lavoratore il cui rapporto di lavoro – subordinato, autonomo o di altra natura - sia cessato per qualsiasi motivo.
È vietato in ogni caso il recesso parziale.
La dichiarazione di recesso deve essere comunicata con raccomandata alla cooperativa.
Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare se ricorrono i motivi che, a norma di legge e del presente statuto, legittimino il recesso.
Qualora i presupposti del recesso non sussistano, il consiglio di amministrazione deve darne immediata comunicazione al socio che, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui al successivo articolo 37.
Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda, trasmessa all’interessato mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.
Per quanto riguarda i rapporti mutualistici, salva diversa e motivata delibera del consiglio di amministrazione, il recesso diventa operativo con la chiusura dell’esercizio in corso se comunicato tre mesi prima e, in caso contrario, con la chiusura dell’esercizio successivo, ai sensi dell’art. 2526 C.C..


ART. 13

La decadenza è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti.
- dei soci cooperatori interdetti o inabilitati;
- nei confronti di quelli che vengono a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste negli articoli precedenti, oppure nel caso di sopravvenuta impossibilità a partecipare ai lavori dell’impresa cooperativa;
- dei soci lavoratori che volontariamente abbiano rassegnato le proprie dimissioni dal rapporto ulteriore di lavoro subordinato o abbiano dichiarato la loro volontà di interrompere qualsiasi altro rapporto di lavoro;
- dei soci lavoratori che abbiano subito un provvedimento di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell’ambito delle fattispecie disciplinate da norme di legge ai fini dell’erogazione di strumenti pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori.
Quando ricorrano particolari esigenze interne della cooperativa, l’assemblea ordinaria ha facoltà di escludere dalla decadenza i soci cooperatori che abbiano raggiunto il limite di età pensionabile o che si trovino in condizioni di sopravvenuta impossibilità a partecipare ai lavori della cooperativa, fissando il limite massimo della eccezionale prosecuzione del rapporto sociale.
Lo scioglimento del rapporto sociale per decadenza, limitatamente al socio cooperatore, ha effetto dalla annotazione nel libro dei soci da farsi a cura degli amministratori, ai sensi dell’art. 2527 C.C..


ART. 14

 L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio:
a) che non ottemperi alle disposizioni del presente statuto dei regolamenti sociali, delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali, con inadempimenti che non consentano la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto;
b) che senza giustificato motivo si renda moroso nel versamento delle quote sociali o azioni sottoscritte o nei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la Società;
c) che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’art. 9;
d) che svolga o tenti di svolgere attività di concorrenza o contrarie agli interessi sociali;
e) che venga condannato con sentenza penale irrevocabile per reati che importino l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici, nonché per reati che per le modalità di esecuzione e la gravità non consentano la prosecuzione del rapporto;
f) che in qualunque modo arrechi danni gravi alla cooperativa.
L’esclusione sarà deliberata inoltre nei confronti del socio lavoratore.
g) che abbia subito un provvedimento di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell’ambito delle fattispecie disciplinate da norme di legge ai fini dell’erogazione di strumenti pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori;
h) che nell’esecuzione del rapporto di lavoro subordinato subisca un provvedimento di licenziamento per motivi disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;
i) il cui ulteriore rapporto di lavoro non subordinato sia stato risolto dalla cooperativa per inadempimento.
L’esclusione diventa operante nei termini previsti per la decadenza.
Contro la deliberazione di esclusione il socio, entro sessanta giorni dalla comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui all’articolo 37.


ART. 15

Le deliberazioni prese in materia di recesso, decadenza ed esclusione debbono essere comunicate ai soci che ne sono l’oggetto, mediante raccomandata con ricevuta di ritorno.
Le controversie che insorgessero tra i soci e la cooperativa in merito ai provvedimenti adottati dal Consiglio di Amministrazione su tali materie saranno demandate alla decisione di un Collegio Arbitrale regolato dall’art. 37 del presente statuto.


ART. 16

I soci receduti od esclusi hanno soltanto il diritto agli eventuali dividendi maturati prima della cessazione del rapporto e non distribuiti e al rimborso del capitale da essi effettivamente versato ed eventualmente rivalutato, ovvero attraverso l’erogazione del ristorno.
La liquidazione comprende anche il rimborso del sovrapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della cooperativa e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’articolo 2545-quinquies del Codice Civile.
La liquidazione delle somme di cui al precedente comma – eventualmente ridotte in proporzione alle perdite imputabili al capitale - avrà luogo sulla base del bilancio dell'esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale.
E’ fatto salvo il diritto della cooperativa di ritenzione di ogni proprio eventuale credito liquido.
Il pagamento deve essere fatto entro 180 (centottanta) giorni dall’approvazione del bilancio stesso.


ART. 17

In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso del capitale interamente liberato, eventualmente rivalutato, nella misura e con le modalità di cui al precedente articolo 16.
Gli eredi e legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risulti chi sono gli aventi diritto.
Nell’ipotesi di più eredi o legatari, essi dovranno indicare quello tra essi che li rappresenterà di fronte alla Cooperativa, entro 6 mesi dalla data del decesso.
In difetto di tale designazione si applica l’art. 2347, commi 2 e 3, C.C..
Gli eredi provvisti dei requisiti per l’ammissione alla Cooperativa possono richiedere di subentrare nella partecipazione del socio deceduto. L’ammissione sarà deliberata dal consiglio di amministrazione, previo accertamento dei requisiti, con le modalità e le procedure di cui al presente statuto. In mancanza si provvede alla liquidazione.


ART. 18

Nei casi di recesso, decadenza od esclusione, i soci cooperatori dovranno richiedere il rimborso della quota loro spettante entro un anno dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
Qualora la richiesta di rimborso non venga effettuata nel termine suddetto, il relativo capitale è devoluto con deliberazione del Consiglio di Amministrazione al  fondo di riserva legale.


 
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